EMMA SUGAR

Amo mio marito. Con tutta me stessa. Quello che non amo, invece, è il poco tempo che dedica alla sua famiglia. Sempre impegnato, con la sua startup. Pointless Cross lo ha accolto a braccia a aperte, sapete? Il ragazzo venuto da fuori ma brillante al punto da coinvolgere tutti in una sorta di cambiamento radicale. O quasi. Eric è travolgente. Ti fa girare la testa. C'è qualcosa in lui di speciale. Di non razionale. Di indefinito.

Le persone che lavorano con lui lo adorano. E' il capo perfetto. Sportivo, attento, simpatico. Peccato che quella startup sia come una seconda famiglia. In tutti i sensi. Ho pensato di farmi assumere, prima o poi, così potrei passare più tempo con lui. Siamo una famiglia felice, però. So che ha perso i genitori quando era piccolo. Condivido il suo dolore. Mio padre è morto quando avevo sei anni. Non mi sognerei mai, però, di fargliene una colpa. Questo non lo capirò mai, in Eric.

E' qualcosa di stupido. Non puoi biasimare qualcuno perchè è morto. L'abbandono ha giocato un ruolo importante nella sua vita. Questo lo comprendo. Quello che non comprendo sono le riunioni il sabato o la domenica. Lui e Roy. Sempre sul pezzo. Sempre a disegnare nuovi scenari. Nuovi modelli di business. Giorno e notte. In ufficio. Sempre in ufficio. Sempre.

A volte non ci vediamo per una settimana. Abbiamo orari molto diversi. Io insegno. Adoro quelle piccole bestioline. Ne vorrei mille. Tutti miei. Oddio, poi vorrei anche una baysitter, ovviamente. Ma non ce la possiamo permettere. Ci scherziamo su, Eric ed io, ogni tanto. Ogni tanto cerchiamo di guardare oltre la nebbia dell'inesplorato.

A volte vediamo un orizzonte comune. E quando succede è bellissimo. Mi sento parte del suo tutto. Mi tocca nel profondo. Altre volte, invece...