RANDY PORTNOY

Lavoro al cantiere, giù sulla quinta. Adoro i ragazzi. Sono tutti gentili. E premurosi, con me. Tanta bella gente. Sono nato qui. E qui morirò. Non lascierei mai questo posto. Ho passato la mia vita qui. Ho conosciuto moltissime persone qui, negli anni. Alcune sono parte del mio quotidiano. Mi considero una persona felice. Ripeto, i ragazzi giù al cantiere sono eccezionali. Grandi lavoratori.E' un onore far parte di quel gruppo.

Ho creato un corso di improvvisazione teatrale. E' qualcosa che mi stimola. Adoro il teatro. La considero la forma d'arte più nobile che esista. E' qualcosa che ti entra dentro, sottopelle. Che ti trasforma. Al mio corso parlo di queste cose. E di molte altre, ovviamente. Ho invitato anche i ragazzi ma non credo che verranno. Hanno altri interessi.

Il problema è che a me non piace fare sport. Non mi è mai piaciuto. Preferisco allenare un altro muscolo, il mio cervello. Mi considero intelligente, sì. Ma non più degli altri. Ho un'intelligenza diversa, credo. Sono sensibile. Molto sensibile. Non ci crederete ma spesso i film drammatici mi fanno piangere. Come un bambino. Mia figlia mi prende in giro ma non ci posso fare nulla.

Ho un clarinetto, in casa. Non lo suono da anni. Mio marito lo spolvera spesso, la sera. Tom è stupendo. E' la mia metà. Non sarei nulla senza di lui. Gran parte del successo del corso di improvvisazione è merito suo. E' stata sua l'idea, ad essere onesti. E' lui che mi ha spinto a farlo. Io ho solo messo in pratica quello che sento e che vedo. Ma è stato Tom a spingermi a farlo.

E' grazie a lui se Ella, nostra figlia, è qui con noi. Ha lottato come un leone per adottarla. E quando l'abbiamo portata a casa è stato surreale. Nessuno dei due riusciva a crederci. Un dono del cielo. Ho festeggiato quel giorno anche con i ragazzi. Non lo dimenticherò mai. Era così piccola e noi così spaventati. Ho l'album su quel mobile. Ogni tanto lo sfogliamo. Amo la mia famiglia.

E' questione di punti di vista, forse. Uno lotta tutta la vita per ottenere il proprio posto nel mondo e quando lo ottiene tutto sembra sbagliato, all'inizio. Ti senti un impostore. Ti senti qualcun altro. Poi, col tempo, quando ti abitui, capisci che in realtà tu sei sempre stato quella persona. Solo, prima non lo sapevi ancora. Sei sbocciato. Evoluto. Diverso ma dentro di te, sai che sei sempre stato così. Ed è una bella sensazione.