ERIC NEVILLE

Un mio sogno? L'ho già relizzato. La mia vita è eccellente. Sono felice qui. Da quando sono arrivato in città, Pointless Cross mi ha dato molto. Moltissimo. Un lavoro, ad esempio. Ho fondato qui la mia startup. Ho dato lavoro a otto persone. Siamo come una famiglia. Qui ho trovato una famiglia. I miei sono morti che ero piccolo. E non ho avuto altro che me stesso. qui ho trovato una moglie, Emma, con la quale condivito tutto, e degli amici eccezionali, come Roy.

Dio solo sa quanto io gli sia grato per tutto questo. Non amo tenere segreti. Sono controproducenti. E in più, devi essere atletico per avere dei segreti. Richiedono sforzi. Ci va troppa fatica per seguire ogni menzogna, ogni cosa detta e non detta. I dettagli sono tutti e io sono troppo pigro per seguirli. Non ho nemmeno un'agenda sul quale annotarli. Non fa per me.

Quando mi guardo allo specchio vedo un uomo di successo. Mi piace pensare che Pointless Crosssia un posto che regala molto a molti, se non proprio a tutti. E' difficile trovare qualcuno in difficoltà qui. Guardo la gente che cammina per la strada e vedo solo facce sorridenti. Persone compiaciute di quello che hanno. Dicono che occorre essere empatici per capire le persone. Io non credo di esserlo ma sono convinto di capirle. Non avrei il successo che ho se non fosse così, dico bene?

Il merito del mio successo? Devo dire grazie ai miei genitori che hanno saputo trasmettermi tanto, prima di lasciarmi. Li ho pianti molto e ho giurato a me stesso che io ci sarei stato sempre, per i miei figli. Che non li avrei mai abbandonati, come hanno fatto loro con me. Non gliene faccio una colpa ma la solitudine mi ha quasi ucciso. Ora sono più forte. E più in gamba. Anche di loro.