TOD MONTROE

Mio fratello? E' un coglione. Un illuso. Un rivoluzionario da salotto. Mette ancora me al centro dei motivi per cui si è candidato. Quanti anni fa? Sette? Otto, già. Manco lo ricordo. Non ci parliamo da tanto, troppo tempo. Tranne quando gli fa comodo. Quando occorre un alibi.

Non gli è mai fregato un cazzo di essere sindaco. Di guidare la comunità, come dice lui. Zero. Niente. Nada. Quel coglione guarda sempre e solo la punta del suo naso. Per poi dare la colpa agli altri per colpe e a volte meriti che non sono i suoi.

La tiritera è sempre la stessa: la biblioteca, la scuola. La droga. Che non c'è. Secondo lui. Chiedete in giro, cazzo. Chiedete a chiunque. La droga gira. Eccome. Ma nei salotti buoni di questo cesso di posto non si dice. E' un segreto che nessuno osa rivelare. Ma lo sanno anche i cazzo di sassi.

E non serve scomodare il vecchio Joe per capirlo. Non serve andare tanto in là. Basta guardarsi allo specchio. A cominciare da Bob. Ci sono più scheletri nel suo armadio che al cimitero. Conosce tutti e i segreti di tutti. Lui e quel suo tirapiedi. Rick, Vic o come cazzo si chiama.

Quando Joe lo ha menato scommetto che non c'è stato uno, anche solo uno, a patteggiare per mio fratello. Erano tutti con Joe. Siamo tutti stufi di lui. Io per primo, cazzo.