TOBEY MALONE

Quando mi guardo allo specchio vedo un altro. Vedo qualcuno di spaventato. Incapace di seguire i propri sogni. Non ho mai amato vivere qui. Pointless Cross è semplicemente il luogo più lontano da quello che sono io. Dentro. Non so come spiegarlo. E' qualcosa di atavico. Di innaturale. O sovrannaturale. Non so quale delle due possibilità di atterrisce di più.

Passo le mie giornate a scrivere. Immagino mondi lontani, distanti da qui. Anni luce. Secoli luce. Millenni luce. Vorrei sbattere gli occhi ed essere dall'altra parte della galassia. In un altro universo. Non mi sono mai piaciuti i ragazzi di questo posto. Cattivi. Cattivi dentro. Incapaci di provare emozioni normali. Umane.

Io non sono così. Non voglio diventare così. Chiedete a mia madre. Lei lo sa e fa di tutto per tenermi al riparo da questa merda ambulante. A scuola è un disastro. Mi rifugio nei miei pensieri. Lì sono libero. E felice. Sono me stesso. Scrivere per me è come sognare. Solo in quel momento sono il mio stesso Dio. Solo allora sfioro la felicità.

Una felicità formato famiglia, non so se mi spiego. Qualcosa di inafferrabile altrimenti. Capace di schiacciarmi nella sua ineffabilità. Vorrei correre lontano ma non ne sono capace. Non voglio abbandonare mia madre. Lei lo sa. Sa anche questo. Sa che non me andrò mai da qui. Io, però, qui non ci voglio restare. Non ci voglio morire qui, fra un bicchierino al bar e una partita di baseball dei miei nipoti, quando sarà il momento.

Voglio fare altro. Vedere altro. Essere alto. Eppure non ci riesco. Mi sforzo, ogni giorno. Scrivere è come una droga anzi, una cura. Una medicina contro lo stress e il disordine del mondo.

Quando scrivi metti ordine nel caos delle parole. Il mondo attorno a te è in perenne caos. Lenzuola sfatte, bottiglie per terra, cibo avanzato sul tavolo. Urla, il televisore accesso. Tutto ruota frenetico senza sosta.

Quando scrivo, invece, il mio mondo è inscatolato dentro dei limiti ben precisi. E' impossibile per le parole uscire dal foglio. Dai paragrafi. E' il mondo dove voglio vivere. E' il mondo che voglio. Non ne voglio più uscire. Mai più.