ANNA HUBBARD

Se sono felice? Direi di no. Fondamentalmente mi sento come trascinata verso il fondo. Annaspo. Galleggio ma verso il fondale. Pensavo di aver conosciuto la felicità, a mio modo, durante l'adolescenza. Così non è stato. Il gemito imperturbabile della natura umana si è dimostrato quanto mai arcigno nei miei confronti. Un lavoro, un cane, un'amica. Anzi, una conoscente, a dirla tutta. C'è differenza? Enorme. Non sai mai quando un'amica può esserti utile. Certamente non nel momento del bisogno. Ma nei momenti salubri. Quelli che vorresti non dimenticare mai.

Sono cresciuta sulla costa. Da piccola amavo cazzeggiare al faro, assieme ad un paio di altri ragazzini sfigati. Le risate. Ancora le sento. Mi sembra di averle dentro le orecchie, così. Indecifrabili ormai. Sorde. Mute. Eppure, io ero là. Ai piedi di quel faro. Ogni giorno. Ogni cazzo di giorno. Tutta l'estate. Poi tutto l'autunno. Niente compiti. A scuola era un disastro. Sapevo, però, dentro di me, che le cose sarebbero cambiate presto. Tentato di vivere ogni giorno assaporando il profumo del mare. Ancora non sapevo che mi sarebbe mancato.

Ti alzi un giorno e la tua vita è quella di un altro. Un altro lavoro, iniziato da poco. Un altro giro di amici. Niente più mare. Niente più cazzeggiate. Niente più faro. La vita si spegne di colpo e di avvolge in una fitta coltre di nebbia perenne. Annaspi, precipiti lungo la dorsale dei tuoi sogni. E mentre ti stai per schiantare a velocità della luce contro il muro della realtà quotidiana ti ricordi che tu non sei quella che vedi allo specchio.

Sei altro. Lo sei sempre stata. Mai voluto un lavoro dietro la scrivania. Mai voluto un cane. Mai un uomo. Ti accorgi un mattino, rovesciando il caffè sul tappeto, che le mura che ti ospitano in realtà ti imprigionano. E poi accade tutto come per caso. Tante piccole cose accomunate dal fatto che accadono ad una velocità così repentina da ridisegnare il tuo mondo nel giro di poche ore, anche se in realtà si parla di mesi o di anni.

Vivendo in un lungo presente, alla fine, ci si ritrova al punto di partenza. Ma con colori nuovi addosso. Con altre bandierine sventolate. Con la speranza che il domani, finalmente, possa arrivare.