DAVID HOGLER

La chiave del successo? Vorrei averla, da qualche parte. In un cassetto. Quello dei desideri. Ma mi rendo conto, a volte, che è tutta la scrivania che mi manca. Sai cosa mi piace della mia vita? Il fatto che nonostante tutti gli sforzi io mi ritrovi sempre e comunque fuori dalla mia zona di comfort. E' qualcosa di surreale. Le leve. Bisogna muovere le leve giuste. Tirare i fili, giusto?

Mai toccato uno. Al contempo, ho diversi fili, come se uscissero dalle mie braccia e e dalle mie gambe. Un burattino. Nelle mani di qualche burattinaio psicopatico che si diverte a sbattermi contro i muri del teatrino, giorno dopo giorno.

Scherzi a parte. Si scherza. Si sdrammatizza. Tutti noi abbiamo alti e bassi, giusto? E' qualcosa che fa parte del nostro DNA. E' qualcosa che non ci lascia mai per sempre, questa sensazione di impotenza che, però, a tratti si mischia con quell'incredibile euforia legata ad una suscettibile e impalpabile illusione di onnipotenza.

Questa dicotomia mi atterrisce e mi spinge in alto. Come in un pendolo perenne. Alti e bassi, giusto? Yin e Yang. Luce e buio. Odio il buio. Sempre odiato. Preferisco dormire con la luce accesa, in hotel. Come se dall'armadio strettissimo dove appena ci sta un cappotto ripiegato possa saltare fuori chissà cosa o chissà chi.

Sogni di bambino. Terrori notturni mai abbandonati che ancora guidano le mie scelte professionali. Il lavoro è sempre un casino, come ai tempi lo era la scuola. Ho perso diversi amici, nel tempo. Tutti amici di infanzia. A volte mi chiedo quando toccherà a me.

Poi, però, alzo lo sguardo alla luna, là fuori, e capisco che è la domanda ad essere stupida. Non la mia vita.