MARCIA DOBSON

Racchiusa nei miei sentimenti. Io sono questo. Sono questo e molto altro. Vivo qui da più di vent'anni. Pointless Cross è casa mia. Qui ci vivono i miei amici. I miei parenti. La mia famiglia e il mio ex marito. Posso essere sincera? Potrei benissimo fare a meno di tutti loro. Tranne che dei miei figli. Il resto non conta. Ho combattuto molte battaglie nella mia vita. Credo di averle perse tutte.

Sono esausta. Stanca di dover lottare. In cosa credo? In niente. O, meglio, nell'inutilità della lotta continua. Non porta a nulla. Solo a dolore e sacrificio non corrisposti. Le persone attorno a me non si interessano di niente. Non sanno nemmeno chi sono. O cosa io faccia. Né, tantomeno, sanno nulla dei miei figli.

Il mio ex è un bastardo. Mi ha lasciato solo dopo il secondo figlio. Non l'ho proprio perdonato. E' che per me non esiste più. E' come svanito. Nel nulla. Dissolto. Disciolto. Non esiste più. Amo i miei figli. Sono l'unica cosa buona della mia vita. Ho un lavoro, sì. Ma non perdo tempo a sognare una carriera. Inutile. Non fai carriera a Pointless Cross. Non fai assolutamente nulla, qui.

Cercare di ottenere qualcosa dalla vita ti riduce ad un cerino, con lo sguardo fisso verso quel vuoto esistenziale che urla di malinconia ogni giorno. Un giorno semplicemente succede e ti accorgi di essere parte dello sfondo. Non più in prima fila, davanti al pubblico. Sei passata dietro, nelle retrovie. Dove nemmeno si combatte il quotidiano. Dove si aspetta solo che un altro giorno accada. E poi un altro e un altro ancora. Finché non è tutto finito.

Se sono felice? Sì, a mio modo. Basta capire cos'è importante nella propria vita. Ho i miei figli. Ho me stessa. E da qualche tempo ho anche un'altra persona. Che mi guarda come vorrei essere guardata. Non per come sono ma per quello che sono. Qualcuno che, finalmente, porti un po' di serenità nella mia vita.